Home Domande frequenti

Termosmart vs Curva climatica

Il controllo della caldaia (e, indirettamente, dei corpi scaldanti) con il metodo della "curva climatica" indica una formula per determinare la temperatura dell'acqua di mandata dei corpi scaldanti. Questa temperatura viene calcolata basandosi sulla temperatura esterna, usando parametri dipendenti dalla posizione geografica, e integrata con ulteriori coefficienti come ad esempio la classe d'isolamento dell'edificio, e altri ancora. In sostanza, più la temperatura esterna è bassa, più la temperatura dei corpi scaldanti è alta.

Curva climatica2

Se non si vuole usare la curva climatica, un'alternativa possibile è semplicemente lasciare fissa la temperatura di mandata - per esempio a 75 gradi.

Il vantaggio che si ottiene con una curva climatica ben regolata è quello di abbassare la temperatura di mandata, per ridurre le dispersioni nei tubi e stabilizzare l'impianto a regime. L'idea di fondo è che, a regime - cioé quando gli ambienti sono caldi, la caldaia dovrebbe fornire esattamente l'energia che l'edificio disperde nell'ambiente. Così facendo, nei tubi passa solo il calore necessario, si riducono le oscillazioni (isteresi) tipiche dei termostati, e la caldaia è in grado di ottimizzare il sottosistema del bruciatore.

Tuttavia, la formula della curva climatica si limita ad affrontare il caso dell'impianto a regime, tralasciando gli altri: per esempio, la fase di riscaldamento al mattino, oppure le variazioni brusche della temperatura esterna all'alba o al tramonto. Una formula efficace dovrebbe contemplare anche altri parametri come la temperatura ambiente, il setpoint (temperatura desiderata), la differenza di temperatura fra mandata e ritorno. Insomma: una formula realmente corretta dovrebbe contemplare almeno tre aspetti, e alcuni sistemi commerciali ne prevedono anche di più.

Una formula relativamente completa ma sufficientemente semplice è la seguente:

Tm = setpoint + deltaT1*K1 + deltaT2*K2

Tm = temperatura mandata impianto
setpoint = temperatura ambiente desiderata
deltaT1 = differenza tra setpoint e temperatura esterna
deltaT2 = differenza tra setpoint e temperatura interna
K1 = fattore proporzionale 1
K2 = fattore proporzionale 2

Il parametro relativo alla curva climatica è qui rappresentato dal fattore K1.

Al crescere del numero di coefficienti, però, diventa difficile determinare quelli giusti: in molti casi si finisce per tralasciarli affidandosi completamente al termostato ambiente.

Per quanto sia sofisticata e corretta la formula che controlla la temperatura di mandata, l'effetto si applica all'edificio in modo globale: l'ottimizzazione della distribuzione del calore non è contemplata. Per esempio, questa formula non può considerare la temperatura ambiente in tutti i singoli ambienti, ma al massimo in uno solo.

Termosmart invece usa un approccio globale. Monitorando continuamente i singoli ambienti, oltre che la temperatura esterna e i dati della caldaia, costruisce un modello matematico sia globale che particolare per ogni ambiente. Ancora più importante, è che il modello matematico viene appreso automaticamente, e non c'è quindi bisogno di impostare coefficienti. Il vantaggio più grande dell'autoapprendimento non è la semplicità d'uso, ma la capacità di ricavare i coefficienti corretti, anche in caso di modifiche all'edificio. Non per nulla il modello matematico di Termosmart è coperto da brevetto industriale.

Che cosa è più importante in un impianto di riscaldamento?
 
 49 visitatori online


Visitare anche


Logo solotecnologia.it
Tot. visite contenuti : 200823